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Subbiano. Un consiglio comunale per dire: "No alle fusioni imposte dall'alto"

La giunta di Subbiano chiede al consiglio regionale della Toscana che, la volontà delle singole comunità venga rispettata, alla luce anche del principio ispiratore delle fusioni dal “basso”. In particolare, nella delibera che sarà inviata in...

AR/SUBBIANO-APERTURA DOPO RESTAURO TORRE LONGOBARDA DEL CSSTELLO DI SUBBIANO

La giunta di Subbiano chiede al consiglio regionale della Toscana che, la volontà delle singole comunità venga rispettata, alla luce anche del principio ispiratore delle fusioni dal “basso”. In particolare, nella delibera che sarà inviata in Regione si chiede che, “quanto espresso da entrambe le comunita’ sul quesito referendario venga pienamente rispettato,in quanto, essendoci due consultazioni distinte, l’esito può avere differenti risultati e che quindi non può esser tenuto conto del criterio generale ma del risultato di ciascun comune per garantire la rappresentanza democratica delle singole realtà locali”.

In particolare si richiama il comunicato n.530 del 6aprile 2016 del Consiglio regionale della Toscana nel quale si recita ”la Regione Toscana si impegna ad approvare la fusione, nel caso in cui nel referendum sia raggiunta una maggioranza superiore a due terzi dei votanti nell’intera comunità interessata. Nel caso in cui invece,tale maggioranza non sia stata raggiunta,la regione approverà la fusione solo in presenza della maggioranza favorevole in ciascuno dei comuni consultati”.

In sostanza la Giunta di Subbiano chiede al Cosiglio regionale di applicare quanto previsto dal Comunicato 530 e dalla risoluzione 39 del 2016, nonché all’esito del referendum del 7 e 8 maggio 2017 per la fusione dei comuni di Subbiano e Capolona e questo per tutelare la democrazia, il volere dei cittadini delle singole comunità e soprattutto trattare con “due pesi e due misure le diverse realtà del Casentino”.

Per la Giunta di Subbiano, in sostanza, la regola dei 2/3 rischia di penalizzare la volontà dei cittadina nel caso in cui a Subbiano vincesse il “no” e a Capolona il “sì” raggiungesse la soglia del 50%. In questa caso la fusione si farebbe lo stesso, con una palese violazione del principio di autodeterminazione della comunità subbianese. Dalla Giunta commentano: “Non accetteremo nessuna imposizione dall’alto”.

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Per questo motivo, per coinvolgere la popolazione e portare in Regione le proprie ragioni anche in maniera condivisa, il prossimo giovedì 4 maggio si terrà un consiglio comunale dedicato alla delicatissima questione.

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