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Festa dei Fochi, il sindacato dei vigili del fuoco: "Non eravamo presenti in servizio di vigilanza"

Il Conapo precisa su quanto accaduto durante l'accensione del falò: "Nulla è accaduto sotto la nostra supervisione"

Nei giorni scorsi a Badia Prataglia, nel comune di Poppi, c'è stata la consueta festa di fine estate con l'accensione del falò, al centro della piazza, con la miccia che viene lanciata dal campanile della chiesa. La catasta di legna a contatto con il fuoco è letteralmente esplosa con fiamme e scintille che si sono scagliate sulle persone vicino al recinto che delimitava la zona, ma fortunatamente senza conseguenze particolari. Sulla vicenza è arrivata la precisazione del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco.


Esplode catasta di legna alla festa: c'è chi si brucia i capelli
 

"Con il presente comunicato il sindacato autonomo vigili del fuoco Conapo nella persona del segretario provinciale di Arezzo Andrea Bindi ritiene fondamentale fare una precisazione sui fatti dei giorni scorsi a Badia Prataglia relativi all'incidente occorso durante l'ormai famigerato falò. Sul posto non c’erano i vigili del fuoco in servizio di vigilanza: nulla di quanto accaduto è avvenuto sotto la nostra supervisione e il nostro avallo. Ci auspichiamo che da questi eventi infausti si impari per il futuro, per una migliore gestione del rischio, anche coinvolgendo il nostro personale."

Festa dei Fochi. Il sindaco: "Organizzato il falò con superficialità, tuteliamo le tradizioni"

Sull'accaduto pubblichiamo anche la segnalazione di una turista che ha partecipato alla festa e intende fare una valutazione che vada al di fuori della vicenda legata al falò.


"In un paese spinto ai margini tra la Romagna e la Toscana, le tradizioni sono ormai una delle poche occasioni per manterene coesi i propri abitanti e quando accade, come l'altra sera, che quell'evento tanto atteso, preparato e sudato con la partecipazione di tutti, prende una piega inaspettata, è un fallimento soprattutto per l'anima. 

Ora non mi intratterrò in sentimentalismi zuccherosi, certamente qualcosa non era stato considerato: come il versare litri di benzina alla base dell'immensa catasta di legna, senza contare di bagnarla dall'alto ed attendere che venisse assorbita in modo uniforme (probabilmente per essere certi della riuscita dell'accensione del falò, viste le piogge delle ore precedenti); oppure il limitare la presenza del pubblico ad una distanza maggiore.

In ogni caso, essendo presente all'evento, posso dire che tutto il clamore che è realmente divampato, non rispecchia in toto quella realtà che ho percepito nella notte dei Fochi.

Ogni accusa ascoltata in un video che ormai è divenuto virale, suona come uno svilimento di quella gente - tanto semplice quanto vera - che cerca ogni anno di mantenere viva la memoria sulla propria "storia"...credetemi, perché chi ve lo dice è una persona che viene da una realtà diversa, dove molte delle tradizioni si stanno perdendo e questo è il vero crimine e la reale follia che spesso si commette.

Vorrei solo che in mezzo a tutte quelle critiche, fosse ascoltata anche la voce di una "straniera" che ha visto in quella giornata qualcosa di diverso, oltre alla semplice deflagrazione: il silenzio rispettoso della moltitudine dei presenti, cattolici e non, con cui è stato accolto il parroco del paese a benedire la catasta di legna; i volti degli anziani, piegati sulle loro schiene e accovacciati sui gradini a fianco della piazza, con gli occhi lucidi e con lo sguardo perso nella loro giovinezza; e, di contrasto, quei giovani con la speranza di un futuro fuori da quel paese, che, con sorpresa, ammiravano per una sera ciò di cui probabilmente avevano sentito tanto raccontare dai propri vecchi.

Le eventuali critiche a ciò che imprevedibilmente è accaduto dopo, paiono, ora, quasi un vilipendio ai ricordi di ognuno di loro e, di riflesso, anche ai nostri, a ciò che eravamo, critiche che rischiano di ridurre il tutto ad una festa di paese che potrebbe essere rammentata semplicemente come una sagra mal riuscita e che rischierebbe, per questo, di perdersi nelle parole di un video che preconizza ciò che siamo diventati ora: reporter improvvisati di ogni evento che ci accade, senza nemmeno avere la decenza di soffermarci sull'interezza del vissuto."

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