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Quarantena finita per i 242 bimbi della scuola di Bibbiena. La lettera del sindaco: "Non è stato un tempo da buttare"

Con la fine della quarantena, il primo cittadino ha deciso di scrivere ai bambini una lettera molto intima e di regalare loro una foto che lo ritrae con i suoi genitori alla loro stessa età

Hanno tenuto duro fino ad oggi. Non hanno mollato di un centimetro e, grazie anche all'impegno dei loro familiari, hanno seguito alla lettera le indicazioni fornite da sanitari e amministratori.
E' terminata oggi la quarantena per i 242 bambini, 10 insegnanti e collaboratori scolastici della scuola primaria di Bibbiena. La misura restrittiva si era resa necessaria in seguito alla conferma di un caso di contagio da Coronavirus tra il corpo docente dell'istituto. Attraverso un'ordinanza specifica, lo scorso 9 marzo, il sindaco Filippo Vagnoli impose l'isolamento per tutti gli iscritti dell'istituto. 

"Quei bambini - spiegano dal comune casentinese - sono diventati il simbolo della lotta contro il Covid-19". Durante queste settimane sindaco e giunta hanno attivato un tavolo permanente sull’emergenza così da monitorare costantemente le condizione di salute dei piccoli e dare risposte efficienti ed immediate alla popolazione.

Con la fine della quarantena, il primo cittadino ha deciso di scrivere ai bambini una lettera molto intima e di regalare loro una foto che lo ritrae con i suoi genitori alla loro stessa età.

"Fine di un incubo", si conclude la quarantena per i bimbi delle scuole di Arezzo e Bibbiena

Il regalo è una foto che mi ritrae alla vostra stessa età con mio fratello ed i miei genitori in un giorno di vacanza e di sole, ma soprattutto in un giorno dove i miei genitori erano tutti per noi. Un giorno libero dal lavoro, dagli impegni, dalle preoccupazioni della vita quotidiana. Forse io e mio fratello eravamo un po’ stanchi e forse, chissà, anche un po’ annoiati. Oggi il mio babbo non è più con me ed io ritornerei volentieri in quella foto, in quel luogo, in quel tempo per poterlo avere accanto ancora, per godere della sua vicinanza, anche dei suoi rimproveri, sì anche di quelli. Mi manca tutto di lui. Mi manca quella famiglia che vedete in questa foto. Per questo vi dico che il tempo che avete trascorso chiusi in casa non è andato perduto. Non è stato un tempo da buttare, da dimenticare. Ma un tempo tutto vostro, in cui avete avuto accanto i vostri genitori ed i vostri fratelli e sorelle. Un grande privilegio, bambini. Per questo prendete il ricordo di questi giorni e mettetelo in un cassetto dove tenete le cose preziose, perché quel ricordo è come un tesoro”.

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