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700 donatori, il 13% sono stranieri e 200 sono giovani. L'Avis Bibbiena festeggia i suoi 51 anni di vita

200 donatori hanno tra i 18 ai 35 anni; 380 dai 36 ai 50 anni; 120 da 55 ai 65 anni

Il superamento del mezzo secolo di vita è solo un altro blocco di partenza per l’Avis di Bibbiena che, ben lontana dal trovarsi in una “selva oscura”, si sta preparando al futuro con nuove e importanti prospettive. Lo scorso sabato, nell’annuale festa che ha visto, la partecipazione di molti bibbienesi e non solo, sono state premiate ben 31 persone, 16 con 24 donazioni alle spalle, 11 con più di 50 donazioni, 3 con 75 e una con 100 donazioni.

Ma questi numeri sono solo la punta dell’iceberg di una realtà che conta 700 donatori ( 400 uomini e 300 donne). Tra questi 90 sono stranieri, un dato di cui il Presidente Paolo Bachini ( anche consigliere regionale Avis) va molto fiero:

“Questo dimostra tante cose. Primo che la nostra associazione è molto attrattiva e viene vissuta come un mondo aperto in cui poter entrare e vivere sulla pelle – ed è proprio il caso di dirlo – l’integrazione vera, quella che si fa con le persone e per le persone; che si fa con il volontariato, un dono verso il prossimo”.

E’ sempre Paolo Bachini a parlare dell’associazione e dei suoi grandi progressi:

Nel 2018 abbiamo avuto 1141 donazioni, dieci in più rispetto all’anno precedente. Il dato è significativo se pensiamo al momento storico che stiamo vivendo, alle difficoltà sociali e familiari. Tutto influisce sul volontariato. Bibbiena in questo è una delle poche eccezioni a livello regionale. Aumentano i donatori, aumenta la percezione positiva nei confronti di queste realtà. Dietro c’è tanto lavoro e tanta passione, ma anche un tessuto culturale favorevole. Noi su questo tessuto ci lavoriamo da anni e siamo ottimisti per il futuro anche per i giovani”.

A questo riguardo i numeri parlano chiaro: 200 donatori hanno tra i 18 ai 35 anni; 380 dai 36 ai 50 anni; 120 da 55 ai 65 anni.

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Lo stesso Bachini evidenzia il fatto che “Il numero di coloro che cessano per anzianità viene sempre compensato da nuovi donatori. La nostra azione nei confronti dei giovani, delle scuole, sta dando frutti importanti. In questi 51 anni questo approccio di apertura e promozione non è venuto mai meno e nel futuro dovrà essere ampliato e fortificato. La cosa importante è capire che se noi in Casentino siamo un isola felice, la nostra azione deve sempre guardare oltre dove la necessità di sangue e derivati, soprattutto in estate, è davvero altissima. Il donare sangue non è un atto eroico, ma un gesto di civismo. Educare le persone a questo significa rafforzare anche i legami sociali”. 

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