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A Bibbiena la prima galleria fotografica permanente a cielo aperto in Europa

Le facciate dei palazzi dell’antico borgo della Valle del Casentino, in Toscana, accolgono trenta opere dei più importanti Autori della fotografia italiana

Bibbiena paese ricco di testimonianze del passato medioevo e dell'epoca moderna è il più grande e progredito centro dell'intera valle del Casentino e, oggi, anche la prima Città della Fotografia grazie alla realizzazione della Galleria Permanente a cielo aperto, un’installazione diffusa per le vie dell’antico borgo che comprende 30 opere di grandi dimensioni dei più importanti Autori della fotografia italiana.  La Galleria di Bibbiena, primo esempio in Europa di esposizione permanente di fotografia a cielo aperto, nasce nel 2016 per volontà della FIAF, Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche durante una delle tante iniziative organizzate presso il CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore che ha sede presso l’ex carcere mandamentale di Bibbiena. In quell’occasione, il Pranzo del Fotografo, con il grande Nino Milgiori, considerato un vero architetto della visione e attivo sostenitore e amico della FIAF, è nata l’idea di far diventare Bibbiena la città della fotografia, un luogo dove la fotografia si potesse respirare in tutti i vicoli. 

Un lavoro di quattro anni che ha portato oggi il centro storico di Bibbiena, con le sue caratteristiche stradine medioevali abitate anticamente da artisti e artigiani, a diventare un museo a cielo aperto, una galleria permanente che vive sulle mura degli antichi palazzi e diventa patrimoio della collettività e di tutti gli appassioinati dell’arte e della fotografia. Il progetto concretizza una vocazione già pienamente manifestata dalla cittadina grazie alle tante iniziative in ambito fotografico promosse dal CIFA, la struttura voluta e realizzata dalla FIAF nel 2005 con l’obiettivo di essere il Centro Culturale della Federazione e incubatore e promotore di idee e progetti. E così è stato: in questi anni, infatti, presso il CIFA sono state organizzate 68 mostre di alto livello, 5 progetti nazionali della FIAF con esposizione delle opere in tutto il centro storico di Bibbiena, 14 festival di fotografia, numerossissimi incontri, convegni, workshop e seminari. A queste iniziative si è aggiunta anche quella di archiviazione perché all’interno del CIFA si trova un grande patrimonio di circa 50.000 positivi in gran parte catalogato.

Un’attività costante di promozione della fotografia italiana che nel tempo ha portato tantissimi turisti ed appassionati, oltre 170 mila, a visitare la cittadina di Bibbiena. 

Le opere in grande formato esposte permanentemente sulle facciate dei palazzi dell’antico centro storico di Bibbiena, sono di 30 tra i più importanti autori della Fotografia Italiana. Le fotografie sono di formato minimo 150x100 cm, stampate su materiale d-bond trattato per esterni e montate su cornici in Corten con bordo di 20cm. Le istallazioni sono state realizzate con il contributo di Aziende locali e del Comune di Bibbiena, mentre le ultime sei sono state realizzate grazie ad un contributo della Regione Toscana.

Il camminare accanto a queste opere a Bibbiena è un viaggio nella nostra storia, nei ricordi e negli episodi del nostro passato, un percorso illustrativo della potenza delle immagini e dell’essenza del lavoro del fotografo, un’espressione della tecnica fotografica a supporto della creatività.

Tra le opere esposte non poteva mancare “Il Tuffatore” di Nino Migliori, Autore che ha fortemente voluto e sostenuto il progetto della Galleria fin dal primo momento. Il Tuffatore, scattata nel 1951, è una foto simbolo dell’estate e del mare e che l’Autore stesso spesso ha detto essere “frutto del caso”, ma assolutamente perfetta nel taglio e nella composizione, nell’equilibrio tra i volumi, nella plasticità del gesto e nel perfetto parallelismo del protagonista rispetto all’orizzonte.

Si prosegue con la famosissima “Gli Italiani si voltano” di Mario de Biasi, foto scattata nel 1954 che riprende di spalle Moira Orfei in una strada nel cuore di Milano. Questa immagine rappresenta un simbolo dell’espressione italiana, di questo clichè secondo cui gli italiani non rimangono indifferenti di fronte alla bellezza femminile, ma anche un simbolo di Milano con il giornale La Notte, l’ingresso del bar Zucca in Galleria e la lambretta. 

Un’altra foto simbolo di un periodo storico per il nostro paese, quello dell’immigrazione degli italiani dal sud verso le città industriali del nord e il boom economico, è l’opera di Uliano Lucas, Emigrante in Piazza Duca D’Aosta, dove si vede un emigrato sardo sotto il Pirellone, con una valigia di cartone in mano e un pacco sulla spalla. In questa foto c’è il lavoro del fotogiornalista indipendente, colui che non è legato alle agenzie giornalistiche e che racconta le storie che gli sono più vicine, per formazione politica, culturale e umana. 

Nei pressi del Comune di Bibbiena si trovano le foto di Mauro Galligani, Leningrado, Ermitage (1987) e Giorgio Lotti, Alluvione di Firenze (4 novembre 1966), due autori legati indissolubilmente  al settimanale EPOCA,  la rivista che, fra i settimanali italiani, si distinse subito per l'impostazione grafica: stampa su carta lucida ed ampio ricorso ai servizi fotografici, molti in esclusiva, oltre a un sapiente uso del colore. Entrambe le loro opere testimoniano la capacità del fotografo di essere nel posto giusto al momento giusto, di saper cogliere i momenti che contano, che raccontano davvero qualcosa con una presenza che è più “assenza”, che non deve essere colta per lasciare che sia la spontaneità della situazione ad essere ripresa. 

In Piazza Tarlati si trova il ritratto di Claudio Bisio (2002) realizzato da Marina Alessi, l’unica fotografa italiana ad aver scattato con la Giant Camera Polaroid, una macchina fotografica molto pesante, un banco ottico con soffietto contenuto in due scatole. E lo scatto esposto rimanda all’esperienza dell’Autrice che la racconta come un’avventura fotografica fantastica, una proiezione nel vetro della macchina, sotto al panno nero che protegge dalla luce, delle persone ritratte capovolte e invertite, che obbliga a dimenticarsi di guardare dritto e abbandonarsi in un meraviglioso mondo capovolto.

Si prosegue poi con le opere di Vasco Ascolini, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Piergiorgio Branzi, Lisetta Carmi, Lorenzo Cicconi Massi, Mario Cresci, Stanislao Farri, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Giovanni Gastel, Mario Giacomelli, Pepi Merisio, Fulvio Roiter e Francesco Zizola. 

A queste si aggiungono, in un luogo suggestivo come la terrazza panoramica di Bibbiena, le fotografie di sei autori dell’anno FIAF, Francesco Comello, Enrico Genovesi, Raoul Iacometti, Fabrizio Tempesti e Stefania Adami, autrice che, con un’altra opera “InquiLinea”, l’immagine in formato gigante, 10mt x 3mt, installata a ridosso delle mura di San Lorenzo, ha anticipato nel 2014 il progetto della Galleria a Cielo Aperto di Bibbiena.    

“Il sogno di far diventare Bibbiena la Città della Fotografia e il suo antico borgo la prima Galleria Permanente a Cielo Aperto è finalmente realtà – ha dichiarato Roberto Rossi, Presidente della FIAF – E’ un’investitura motivo di grande orgoglio per la FIAF, oltre che significativo stimolo per nuovi e più grandi progetti. Ringrazio i grandi Autori che hanno donato le loro opere e che in questi 70 anni hanno sempre supportato l’impegno della nostra Federazione nel dare voce a tutti coloro che cercano nella fotografia riscatto, passione, amore e voglia di condivisione e che ha aperto la strada a nuovi talenti della fotografia italiana. Ringrazio l’Amministrazione Comunale e le Aziende del territorio che hanno collaborato con il CIFA e hanno permesso di concretizzare un progetto ambizioso, rendendo le mura delle nostre case e palazzi un vero e proprio patrimonio per la collettività”. 

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