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Cooperative di comunità, Bugli: "Toscana prima in Italia a crederci per rilanciare la montagna"

L'assessore regionale è intervenuto ad un seminario organizzato da Slow Food e Legambiente a Corezzo in Casentino

Le cooperative di comunità possono essere uno strumento per rilanciare l'economia della montagna, così come lo sono gli investimenti che la Regione ha fatto per portare, anche in borghi e territori sperduti, la fibra ottica e dunque la possibilità di navigare veloci su internet come in città. A volte anche più spediti che in alcuni città. Sì, perché è grazie anche alle nuove tecnologie (e alle idee naturalmente) che si possono riattivare ad esempio attività economiche che da sole non avrebbero più la forza per andare avanti ma in rete potrebbero invece funzionare.

Serve insomma il "software e l'hardware" - come spiega l'assessore Bugli ad un seminario sulla montagna - che torna ad essere appetibile organizzato da Slow Food e Legambiente a Corezzo in Casentino. Servono le tecnologie, i progetti ma anche "motori pensanti", come si sono appunto rivelate in questo anno le cooperative di comunità.

Ventiquattro in tutta la Toscana hanno usufruito di contributi per quasi un milione e duecentomila euro. Ventiquattro motori pensanti perché da un progetto ne possono nascere altri, grazie all'entusiasmo, la capacità, la preparazione e l'intelligenza di chi vi lavora. 

Pochi giorni fa – prosegue l'assessore – abbiamo approvato in Consiglio regionale una norma che aiuterà a promuovere ancora meglio le cooperative di comunità, spesso animate da giovani e donne, da chi che magari ha studiato (ed è questa la sfida) e vuole provare a mettere a disposizione le proprie capacità e costruire qualcosa nel posto dove è nato e non essere costretto invece ad andarsene. Usciremo presto anche con un nuovo bando da 740 mila euro. Siamo la prima regione che sta facendo questa esperienza e spero che possano magari nascere altre venti o più cooperative, che come un'azienda nascono per reggersi dopo il contributo iniziale sulle proprie gambe, ma a differenza di imprese ‘normali' sono legate alla comunità e attivano servizi.

Servizi anche per i residenti, per gli anziani o gli abitanti più fragili, per i bambini.

L'assessore ha sottolineato gli stessi concetti anche nel pomeriggio a Camaldoli nel comune di Poppi, sempre in provincia di Arezzo, intervenendo ad un convegno promosso dalla società dei territorialisti in collaborazione con numerose associazioni culturali e istituzioni, con oltre centoventi studiosi e ospiti attesi da tutta Italia.

Tra le cooperative già nate in Toscana dall'inizio dell'anno c'è chi ha deciso di puntare sull'agricoltura, la pesca o la promozione di altre eccellenze enogastronomiche, creando occasioni di lavoro. Oppure sui prodotti tipici e l'artigianato. E tutte sono pronte ad investire gli utili in servizi ai residenti i o per la manutenzione di sentieri, strade, arredi urbani ed altri beni comuni.

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