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Bimba operata, parla la scuola: "Sostegno a casa non previsto, nel nuovo anno per lei un progetto specifico"

La dirigente scolastica dell'Alto Casentino dove va a scuola la bimba disabile operata alla schiena ha deciso di parlare e di raccontare la sua versione dei fatti, annunciando anche un progetto specifico per la piccola

Il sostegno dell'istruzione domiciliare in questo caso non sarebbe previsto, ma per lei il prossimo anno che inizierà il 16 settembre, la scuola ha previsto un progetto ancora più specifico. La dirigente scolastica Alessandra Mucci che dirige l'istituto comprensivo Alto Casentino ci tiene a dare la sua versione in merito ai problemi sollevati da una famiglia di una bimba disabile che frequenta la scuola primaria e che ha avuto un intervento alla schiena nel febbraio scorso, assentandosi dalla scuola per un mese circa.

Bimba disabile si opera alla schiena e salta la scuola. "Negato il sostegno a casa. La beffa è il 10 a ginnastica"

"Sono in dovere di fornire informazioni corrette sui fatti, ciò a tutela sia dei docenti, sia dell’istituto, sia della minore coinvolta nella vicenda " scrive la professoressa Mucci "Dal caso esposto attraverso i media, si evince che una studentessa con disabilità ha subito un’importante operazione alla colonna vertebrale e che  la scuola non sia stata in grado di seguirla a livello formativo:  i docenti non avrebbero supportato il suo percorso e le esigenze della famiglia, i bisogni della bambina non sarebbero stati ascoltati."

Poi continua il racconto della dirigente:

"In realtà, fin dai primi momenti l’istituto ha prestato la massima attenzione nell’accoglimento a scuola della bambina che ha frequentato la classe prima a tempo pieno della primaria, anche visionando, in sinergia con ente locale e servizi sociali, l’ambiente del plesso insieme alla famiglia prima dell’avvio dell’anno scolastico. Massima l’attenzione anche con gli uffici superiori. La stessa organizzazione delle classi I a tempo pieno e tempo normale ha permesso il rispetto dei parametri previsti dalla normativa per le classi in cui risulta presente uno studente con disabilità, senza escludere nessun bambino.  Inoltre alla studentessa è stato assegnato un docente di sostegno per il massimo del tempo previsto dalla normativa (22 ore settimanali) e un educatore da parte dei Servizi Sociali per 10 ore settimanali. I docenti hanno attivato con la massima professionalità la progettazione prevista nel piano educativo individualizzato e sono stati per tutto l’anno scolastico in costante comunicazione con la famiglia, ciò per rispondere ad ogni esigenza emergente."

Il momento dell'operazione e il suo rientro a scuola

A metà del II quadrimestre, la bambina ha subito l’operazione chirurgica assentandosi per circa 15 giorni.  La certificazione medica rilasciata dall’ospedale prevedeva la ripresa delle attività didattiche e il relativo ritorno a scuola, ponendo attenzione alla posizione seduta, possibile solo per poche ore.  A tal fine la scuola ha predisposto, insieme alla famiglia, un protocollo per il rientro nella comunità, considerando tutte le accortezze possibili a tutela della salute della piccola. Una successiva problematica medica non ha permesso il rientro della bambina e  sono seguiti un nuovo ricovero e una successiva assenza di circa altri 15 giorni.  L’alunna, tornata a scuola con il supporto dei docenti, del personale Ata e della famiglia stessa, ha fruito di una personalizzazione del percorso di apprendimento dove sono state privilegiate le materie di italiano e matematica ed essenzializzati i concetti delle altre discipline, che  saranno comunque ripresi e rinforzati fino alla terza classe.  Quindi si è avuta una particolare cura da parte dei docenti verso la bambina, sia da un punto di vista disciplinare sia da un punto di vista emotivo e sociale, oltre che di monitoraggio costante dei carichi di lavoro.

Il sostegno per l'istruzione a casa

Si specifica a latere di quanto sopra dichiarato e ampliamente documentato con i fatti, che la normativa vigente prevede per un progetto di Istruzione Domiciliare una certificazione medica e tempi lunghi di degenza  casa.  In questo caso non erano presenti i presupposti normativi per la sua attivazione e la priorità appariva l’accoglienza a scuola della minore, nella comunità dei pari, da sempre fonte di motivazione e di crescita. Su questo l’istituto si è impegnato ampiamente, in primis attraverso i docenti della classe e il personale ATA del plesso, ma anche nella persona della Funzione Strumentale Inclusione e della stessa Dirigente.  

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Le premesse per il nuovo anno scolastico

Ritengo pertanto necessari, da parte di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, la rivalutazione dei fatti e l’attivazione del giusto dialogo nei contesti reali, non mediatici:  solo  attraverso modalità istituzionali si possono concretizzare protocolli operativi autentici e risolutivi.  La scuola, in considerazione della situazione medica della bambina, insieme alla famiglia, predisporrà un progetto specifico per l’anno scolastico di prossimo avvio che permetterà lo sviluppo di competenze chiave e consentirà di realizzare interventi di recupero e potenziamento delle strumentalità di base.

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