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Riforma Unione dei Comuni. Vagnoli: "Auspico una riforma radicale"

Per il primo cittadino bibbienese di basilare importanza sono le convenzione e le collaborazioni tra comuni anche in virtù di una filosofia solidaristica con le municipalità più piccole

Il cambiamento deve essere radicale e non solo superficiale altrimenti il Casentino non andrà mai avanti".

Così il sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli affronta la questione che "scotta" sotto al sole di questa estate 2019: la riforma dell’Unione dei Comuni Montani.

"L’Unione - prosegue il sindaco - non si riforma solo auspicando un rientro di Bibbiena, non è questo il punto. Il punto è un altro. Come in tanti altri esempi italiani, questo istituto non funziona. E' una realtà fallimentare dove i costi lievitano e si pongono distanze inutili con i cittadini, trattandosi di un ente di secondo livello. Per il comune di Bibbiena non farne più parte si è dimostrata ad oggi una scelta felice. Questo non significa “no” al dialogo anzi, tutto il contrario.

Per il primo cittadino bibbienese di basilare importanza sono le convenzione e le collaborazioni tra comuni anche in virtù di una filosofia solidaristica con le municipalità più piccole.

"Le convenzioni ritengo siano la strada giusta per una nuova governance della vallata: meno sprechi, più efficienza, più organizzazione più coordinamento. Ciò che dovremo decidere e presto - almeno entro il 2021 quando scadrà il percorso naturale dell’Unione – è cosa poter mettere all’interno di questo organismo di secondo livello. Agricoltura? Forestazione? In questa ottica Bibbiena può ripensare all’Unione. Sono tutti temi che sto portando avanti in modo proficuo con colleghi che si sono dimostrati molto collaborativi. Qui non si tratta di essere uno contro l’altro, qui si tratta di collaborare al meglio per risollevare tutti insieme le sorti della nostra valle. Non si tratta di essere a favore o contro a qualcosa in modo cieco o pregiudiziale, si tratta di trovare soluzioni perché in futuro ci siano ancora spazi per i giovani”.

Il problema della “montagna” e quindi del Casentino è al centro delle preoccupazioni del sindaco.

Stiamo assistendo di nuovo ad un fenomeno emigratorio verso le grandi città. E’ un problema che dobbiamo affrontare tutti insieme e in modo veloce. La cosa fondamentale è migliorare i servizi, renderli più efficienti ed efficaci, abbatter i costi degli stessi, aiutarsi in un’ottica territoriale e soprattutto dialogare con le aziende. Il 70% degli occupati lavora nell’industria, il nostro settore davvero trainante. Pertanto dobbiamo agevolare gli investimenti e migliorare la vita delle persone sul nostro territorio, oltre che rafforzare il ruolo delle scuole”. 

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