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Rassegna di Badia al Pino, al "Teatro dei Soci" il premio come migliore compagnia

Il vicepresidente Marcello Fabbri: "Una bella soddisfazione e un bel regalo che ci ripaga di un percorso che da anni facciamo tutti insieme"

“Il teatro è magia” dice Marcello Fabbri, vice presidente della compagnia “Il Teatro dei Soci” per commentare la serata in cui la storica compagnia di teatro amatoriale di Soci ha ottenuto, per il secondo anno consecutivo, il primo premio alla rassegna “Il pino” di Badia al Pino. E’ magia ma anche passione. Le motivazioni che hanno portato al premio parlano chiaro: “notevole capacità recitativa ed interpretativa”. In realtà è proprio questo che contraddistingue i dodici elementi della compgnia sociana che, dagli anni Settanta, scandisce con prove e impegno, la vita sociale e cultuale del paese più popoloso del comune di Bibbiena.

“Alla rassegna di Badia al Pino abbiamo portato la commedia in due atti “Veleno per topi” di Antonella Zucchini con la regia di Umberto Brami e del sottoscritto", spiega Marcello Fabbri, artigiano nella vita e appassionato di teatro dall’età di 14 anni. “Quello che mi ha colpito di più è il modo in cui tutto è successo. Alla prova generale avevamo avuto delle incertezze che, sul palco della rassegna, sono state spazzate via non so da cosa… magia! Siamo stati perfetti e convincenti. Una bella soddisfazione e soprattutto un bel regalo che ci ripaga di un bel percorso che da anni facciamo tutti insieme con abnegazione”.

"Il Teatro dei Soci" nasce alla fine degli anni Sessanta ed è stato per lungo tempo, come molte esperienze di quel periodo, un teatro “politico”. Il suo fondatore e per anni regista è stato Rolando Milleri. E’ stato proprio Rolando, con la sua capacità inclusiva a fare una vera magia: da allora questa piccola realtà non ha mai smesso di lavorare.

“Oggi la compagnia raccoglie dodici persone, perlopiù donne, di età diversa, uniti dalla passione per qualcosa di unico che si chiama teatro. Purtroppo è difficile attirare i giovani perché quando si usa questa parola non tutti comprendono ciò che nasconde di bello e di “curativo” anche per la nostra vita. Quando però ti è entrato dentro, è difficile non curare in te questa passione. La mia è nata a 14 anni, mi trovavo come tanti ragazzi di allora alla bisca e da lì si sentivano grida e urli che provenivano dai locali dell’ex lanificio, allora sede della compagnia. Attratto da quelle urla mi avvicinai e fui trascinato dentro per l’orecchio da Rolando: ho scoperto qualcosa che non mi ha più lasciato: la voglia di esprimermi, di tirare fuori da me emozioni, sensazioni fa far rivivere su un palco attraverso personaggi diversi. Quella luce gialla che mi aveva ammaliato quella sera è la poetica di tutta una vita”.

Oggi il Teatro dei Soci è molto legato anche alla realtà dell’Arcanum Fest, una bella intuizione che fa di questa manifestazione un appuntamento molto amato dai casentinesi e non solo.

“Per il prossimo futuro vorrei realizzare un comitato per questa festa e quindi lavorare ai personaggi anno dopo anno, per far crescere insieme la compagnia e l’evento stesso”, commenta di nuovo Marcello. Per il prossimo futuro c’è un altro spettacolo da preparare e altre persone  da coinvolgere in questa grande e spettacolare magia…

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