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Terremoto Ortignano Raggiolo: il sindaco Pistolesi si dimette dopo il no al Comune Unico

Nessuna fusione con Bibbiena. "Ed è per questo - ha detto Fiorenzo Pistolesi - che ho già rassegnato le mie dimissioni".

Due Comuni hanno deciso le sorti della fusione a suon di schede. E' stato però quello più piccolo, quello con appena 860 residenti, a scegliere il destino di uno sodalizio che sembrava essere cosa fatta.
Invece il "no" ha prevalso e quindi, Ortignano Raggiolo e Bibbiena non si uniranno in un'unica municipalità.
"Ed è sulla base di questo risultato - ha dichiarato il sindaco di Ortignano Raggiolo, Fiorenzo Pistolesi - ho già rassegnato le mie dimissioni".

I due Comuni sono tornati al voto dopo poco più di un anno dall'ultimo referendum per la fusione. La scorsa volta però c'era anche Chiusi della Verna come municipio da unire. Anche in quella circostanza a fare da padrone è stato il no.

"Credo che non ci siano più le condizioni per andare avanti - spiega Pistolesi - ho convocato domani il consiglio comunale al quale darò ufficialmente comunicazione delle mie irrevocabili dimissioni. Una scelta dettata dall'evidenza oltre che dovuta. Non c'è margine per continuare questa esperienza di governo. Non credevo che il risultato sarebbe stato così netto e che il territorio fosse così contrario a questo accorpamento".

Pistolesi eletto nel 2016 con il 56,77% delle preferenze, avrebbe visto scadere il proprio mandato tra circa 2 anni e sei mesi.
"Ma non intendo andare avanti - ha concluso - devo essere coerente con me stesso e con i miei concittadini".

Nessuna dimissione ma tanta amarezza per il sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini anche lui fiero sostenitore della fusione tra le due realtà della vallata. Nel capoluogo bibbienese infatti, ha vinto il "sì" con il 56,11%

"Un'altra occasione persa per il nostro territorio per innescare un processo virtuoso ed arrivare a creare un Comune Unico del Casentino che ci consentirebbe di avere una forza politica diversa - spiega - ma purtroppo non è andata cosi. I bibbienesi hanno dimostrato di avere una visione più lungimirante e aperta. Ancora una volta infatti ha prevalso il "sì" rispetto al "no". Purtroppo però il campanilismo ha prevalso così come la paura per i piccoli comuni di essere fagocitati da quelli più grandi. Non è così ma alla fine dobbiamo rispettare la volontà dei cittadini".

Di tutt'altro avviso gli esponenti del "no" e dei comitati contro la fusione tra Ortignano e Bibbiena

"Siamo moderatamente soddisfatti perché a Bibbiena ha vinto, anche se di misura ben più ridotta rispetto al 2017, il "sì" - spiega Mauro Fognani portavoce del Comitato per il no di Bibbiena - Volevamo ottenere questo risultato e ci siamo adoperati e spesi moltissimo per riuscire a portare il punto a casa. Siamo riusciti a fermare questo scellerato processo di fusione che avrebbe provocato ad un mix di circostanze poco favorevoli per il territorio di Ortignano Raggiolo e Bibbiena. A questo punto, dopo due referendum andati a vuoto, crediamo che la volontà popolare sia chiara e inequivocabile. La Regione Toscana potrebbe fare un atto forza e costringere i municipi ad unirsi come già successo all'Abetone. Non credo però che sia questo il caso. E' evidente che non ci sono le cifre per creare un Comune Unico. Inoltre, sappiamo tutti che se avesse vinto il "sì" sarebbe stato il pretesto giusto per consentire al sindaco di Bibbiena di candidarsi una terza volta. Ma non sarà così".

"Non abbiamo esultato ma abbiamo pianto perché questo referendum per noi era questione di vita o di morte - spiega Emanuele Ceccherini, portavoce del Comitato per il no di Ortignano Raggiolo - se avesse vinto il sì da domani Ortignano non esisterebbe più. Abbiamo lottato contro l'intera giunta e buona parte del consiglio comunale (fanno eccezione soltato due consigliere). Ci siamo spesi e battutti per riuscire a mantenere viva la nostra comunità e ce l'abbiamo fatta. Questo per noi è un grande risultato. Abbiamo più volte fatto presente anche all'amministrazione regionale che non era il caso di continuare su questa strada ed indire nuove consultazioni ad appena un anno di distanza da quelle passate. Non siamo stati ascoltati. Oggi però a parlare sono stati gli elettori che hanno salvato il nostro Comune. Apprendo delle dimissioni di Pistolesi. Noi preventivamente avevamo richiesto quelle dell'assessore e del vicesindaco. Siamo pronti ad andare alle urne perché il Comune di Ortignano Raggiolo esiste ancora e quindi potremo eleggere anche un nuovo primo cittadino".

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